Saper leggere i tempi in cui viviamo deve essere la prima capacità di una coalizione che desidera dare prospettive nuove alla sua città ed è per questo che il primo mattone che abbiamo scelto di posare per costruire la nostra fabbrica è stato la sanità.
“Con Fabbrica Subiaco vogliamo rimuovere quel velo di silenzio che è caduto su questo tema per troppi anni da parte di chi ci amministra”.
Ad esordire così, in quel 29 maggio presso Largo San Benedetto, Domenico Petrini che, in qualità di candidato sindaco, si è fatto interprete di quella che tutta la coalizione di Ora Subiaco percepisce come una priorità assoluta.
È stato lui infatti ad aprire il dibattito, facendo una sintesi della storia del nosocomio sublacense degli ultimi 10 anni. Sono lontani gli anni dell’eccellenza, è lontano quel 1979 con l’inaugurazione del Presidente della Repubblica Sandro Pertini.
E Petrini non ha paura di fare nomi e cognomi di chi ha responsabilità concrete del decadimento della struttura: tutto parte dal 2011, con lo scellerato decreto 80 dell’allora Presidente Polverini. Un decreto però che non è mai stato applicato, grazie alle diversificate mobilitazioni del territorio, prima fra tutte l’occupazione dell’autostrada A24 da parte di cittadini e sindaci.
Il vero decadimento allora coincide con il decreto 368 del Presidente Zingaretti: era il 2014 infatti quando l’Angelucci veniva definito ospedale di zona fortemente disagiata.
L’inizio della fine: tanti i posti letto persi, troppi i reparti chiusi; l’apice della gravità giunge nel maggio del 2015, con il trasferimento in blocco di rianimazione all’ospedale di Colleferro.
Il tutto in un clima di assordante silenzio che ha il gusto della complicità tra il Partito Democratico locale, con responsabilità di governo in città, e quello regionale.
Nelle parole di Petrini allora il desiderio di risvegliare le coscienze, prime fra tutte quelle della politica ed in effetti, da lì a qualche giorno, sarebbero giunte nuove notizie sconcertanti dall’Angelucci. In particolare il blocco delle sedute operatorie e l’ampliamento dei locali adibiti a REMS, con la conseguente perdita dei percorsi sanitari di sicurezza.
Di fronte a questo Petrini afferma che Ora Subiaco non cederà un passo rispetto al tema sanità, non solo nei confronti degli avversari ma anche di tutte le forze politiche che sostengono la coalizione.
Un appello che dobbiamo cogliere tutti: possiamo ricostruire questo territorio, tassello dopo tassello, soltanto insieme e lo dobbiamo fare per le future generazioni che hanno bisogno di risposte e non di domande retoriche.